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Comunicato del 2 aprile 2025

Carcere di UTA, ennesima aggressione: agenti in crisi respiratoria, uno rischia l'operazione dopo aver salvato un detenuto dalle fiamme.

La UIL Polizia Penitenziaria della Sardegna denuncia l'ennesimo episodio di violenza avvenuto all'interno del carcere di UTA, dove un detenuto ha deliberatamente appiccato un incendio nella propria cella, mettendo a rischio la propria vita e quella degli agenti intervenuti.

Secondo quanto ricostruito, il detenuto ha dato fuoco agli arredi della camera detentiva, provocando un denso fumo che ha rapidamente invaso l'intera sezione. L'uomo si è poi barricato nel bagno, rendendo ancora più difficoltoso l'intervento degli Agenti.

Nonostante la situazione di estremo pericolo, gli agenti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti con coraggio e determinazione, riuscendo a sfondare la porta del bagno per mettere in salvo il detenuto. Quest'ultimo, inaspettatamente, ha reagito con violenza, colpendo gli agenti con calci e pugni.

Nella concitazione del momento, un agente è rimasto gravemente ferito, riportando la rottura del muscolo del braccio a causa della strenua resistenza opposta dal detenuto per non essere estratto dalla cella in fiamme. L'agente ferito è stato immediatamente trasportato in ospedale, dove i medici hanno riscontrato una prognosi di almeno 30 giorni e la possibile necessità di un intervento chirurgico per la ricostruzione dei legamenti.

Altri 4 agenti intervenuti hanno subito conseguenze fisiche, con crisi respiratorie a causa dell'inalazione dei fumi tossici e le contusioni causate dai calci e pugni inferti dal detenuto. Anche loro sono stati trasportati in ospedale per accertamenti e cure.

La UIL Polizia Penitenziaria della Sardegna esprime la propria solidarietà e vicinanza agli agenti feriti, elogiando il loro straordinario coraggio e la loro elevata professionalità. "Ancora una volta, i nostri agenti hanno dimostrato un senso del dovere e un eroismo fuori dal comune, mettendo a rischio la propria incolumità per salvare la vita di un detenuto che, con il suo gesto sconsiderato, avrebbe potuto causare una tragedia di ben più ampie proporzioni", ha dichiarato Michele CIREDDU Segretario generale della UIL Polizia Penitenziaria Sardegna.

"È inaccettabile che i nostri agenti debbano operare in contesti così pericolosi e con risorse umane e strumentali sempre più insufficienti. Questo ennesimo episodio di violenza evidenzia, ancora una volta, la necessità urgente di interventi concreti da parte del Governo e dell'Amministrazione Penitenziaria per garantire la sicurezza degli operatori penitenziari e la funzionalità del sistema carcerario". Auspichiamo che si adottino misure adeguate per prevenire il ripetersi di simili episodi, garantendo la sicurezza e la dignità di chi lavora quotidianamente nelle prime linee delle sezioni detentive.